Visualizzazione post con etichetta falesia ghiaccio angerer. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta falesia ghiaccio angerer. Mostra tutti i post

domenica 18 febbraio 2018

Spensierato weekend su ghiaccio: CarPiccozza 2018

Uno stage che concentra tutta l'attività pratica in soli due (ma intensi) giorni, condensati in un unico weekend, è sempre una grande incognita. Basta poco perchè diventi pessimo: meteo, affollamento, qualcuno non in forma, inghippi dell'ultimo minuto. Già un corso mi tiene sempre particolarmente teso, paranoico e perfezionista quale ahimè sono: mettici dentro anche le cose di prima.. Io incrocio le dita da mesi.

E invece, top. O almeno così mi pare, e se son tutti sinceri così è davvero.

La partenza ha un orario leggermente brusco, ma manco troppo: d'altronde occorre arrivare presto per assicurarsi di avere del posto a disposizione per mettere in pratica le nozioni viste mercoledì con Roberto, ramponando e spiccozzando pannelli di legno appoggiati a una scala. Grassa colazione da Lanz, e poi destinazione Riva di Tures. 

Meteo non sprezzante, ma tanto dobbiamo fare dei monotiri, e tra l'altro essendo Angerer esposta al sole, meglio che il sole sia nascosto dalle nubi. I baldi istruttori si fiondano sopra la parete a metter giù delle corde, mentre con calma sale il resto del gruppo. Si parte con un esercizio in traverso a piccozze già infisse, per prendere confidenza coi ramponi. 

Rispiegata la progressione base, è ora che di lanciare allieve e allievi sul ghiaccio a fargli provare queste scosse di adrenalina in preda alle ghisate di braccia: divertitevi! 

Tutto si svolge in una pacata atmosfera: niente caserma, lo scopo è divertirsi. C'è chi si diverte meno quando gli arriva sulla schiena la piccozza di un friulano che arrampica senza longe e perde un attrezzo: per fortuna è andata bene, o il friulano poteva non rivedere la sua terra natia. 

God bless Mattia, che ci delizia con due belle sbrisolone. Della serie "oggi mangio più di quello che consumo", diventa d'obbligo la corsetta stasera. Ma prima passiamo a far vedere la progressione a triangolo: madonna, mi viene quasi bene! E incredibile, pure noi istruttori riusciamo a salire qualche linea, cosa strana visto che di solito si da completa precedenza agli allievi: ma vuoi per loro stanchezza, vuoi per nostra frenesia, vuoi per un clima piuttosto cordiale, si sale tutti. 

Giornata ghiacciatoria finita, si scende alle auto, ma non si può non entrare alla Jausenstation Angerer a bersi una birra in compagnia: e nonostante sia immorale, mi tocca prenderla piccola, visto che dopo mi aspetta una mezzoretta di tranquilla corsa con Giorgio. Corsa fredda, scivolosa, poi sauna veloce (che a momenti svengo) e cena. Bello l'Alpenrast, ma come cena non c'è paragone rispetto a due anni fa. 

Prima che diventassi vegetariano, resta epica la serata in cui mi mangiai tre stinchi: ne uscii più che sazio, lontani ricordi.. Anche la bevuta, lontano ricordo: ben più sobria stavolta, forse anche grazie (per colpa?) di un errata scelta di vino, d'altronde manca il sommelier Bertolani. Talmente sobria, che a fine cena si riesce pure a fare qualche gioco. 

Sveglia, colazione a buffet di quelle dove mi devo limitare (ma vedo anche gli altri gradiscono), e visto che tanto alla domanda "volete tornare dove eravamo ieri o vedere un posto nuovo?" la risposta è scontata, "novità!"..preparatevi veloce che andiamo a vedere Milchtrinker. Vista e abbandonata, una secca, l'altra poco posto, si torna ad Angerer. 

Stesso gioco, istruttori via su a metter giù corde, ripasso e salite! Con in più una nuova linea più a destra, più dura sulla carta, dove stancare le nostre brave ragazze e bravi ragazzi. E pure oggi riescono ad arrampicare anche gli istruttori, sopratutto sulla linea dura, dove i nostri "galletti" devono far vedere chi ha la cresta più rossa e alta del pollaio.. Me compreso. 

Ghiaccio cariatissimo, martoriato dalle ripetizioni e oggi pure dal sole. Un caldo esagerato, tanto che ben presto mi spoglio fino all'intimo, e poi..non resisto, topless! Che dura due minuti, poi arriva un gruppo di local che non voglio inorridire con questa visione: mi copro. Niente picche che volano oggi, e meno sbrisolona. 

Sole sole e ancora sole, arrampicare in maniche corte non mi era ancora capitato. Sempre con corda dall'alto, perchè qui delle viti non credo terrebbero molto: ne posiziono una al sole, e dopo un'ora viene fuori con poco sforzo.. 

Tutti i rinvii messi in catena a massimizzare la sicurezza della moulinette devono essere recuperati: sulla linea più a destra, questo compito spetta ad Andrea, che stoico arrampica coi ramponi classici e le quark, ma stanco non ce la fa più a pochi metri dalla catena. pochi metri, ma verticali e infidi. 

Non c'è problema! In tre ci mettiamo a dare man forte a Fabio per issare il povero ragazzo fino alla catena. Tommaso ne fa nascere un bellissimo "meme del climber sfigato": nella foto si notano le facce dell'altro gruppo, tra lo sbigottito e il divertito. Mi riecheggiano ancora nella testa le risate che udivo arrivare da quella zona.. Prossimo giro, pagate il biglietto dello show! Video "oh issa".

Foto di gruppo, e si scende a ristorarci alla Jausenstation Angerer, dove le birre medie ci attendono, e noi attendiamo loro. Un bel brindisi sigla la conclusione di un bel weekend su ghiaccio: non freddo, ma didattico. E sopratutto divertente e appagante per tutti.

Qui altre foto.
Video "oh issa".

domenica 21 febbraio 2016

Carpiccozza 2016

Ci siamo. Dopo una preparazione più sudata del previsto, dopo tre lezioni teoriche, è giunto il momento clou dello stage di cascate di ghiaccio proposto da Nicola, e realizzato con l'aiuto di altri istruttori: Andrea, Cristian, Fiorella, Gianluca, Roberto, Simone, ma sopratutto Nicola. è giunto il momento che i corsisti impugni le picche, calzino i ramponi, mettano il casco (!) e saggino l'acqua solida. 

Dopo Tristenbach ieri, l'esplorazioni alla "falesia" di Angerer ha confermato la scelta di scalare qui il sabato. Colazione abbondante, un cielo sereno non previsto, le auto che salgono dalla pianura in anticipo, giunti ai piedi della falesia mi catapulto per attrezzare le linee dall'alto prima che la folla aumenti: già ci sono alcune cordate a scalare, ma per fortuna tanta gente non verrà. 

Avessi due incisivi sviluppati, un bel pelo lucido e una codina da topo, sarei il criceto perfetto oggi, anche se invece che girare sulla ruota, sono qui che salgo a piedi con una corda, attrezzo una calata e mi calo. Mai fatte tante doppie in una giornata sola. Er director intanto spiega i passi base, li fa provare, io metto giù corde, moschettoni, viti, rinvii pescandoli dagli imbraghi di quelli che a turno salgono a darmi una mano (Fiorella e Cristian, a Simone ho acciuffato un po di materiale giù). 

Il sole non ha nubi che lo contrastano, e fa caldo: speriamo il ghiaccio tenga. Con 5 linee di salita, vari ramponi da provare, varie piccozze da scambiarsi, i ragazzi (e ragazze) salgono su e giù, partendo impacciati ma crescendo fiduciosi. Chi fa più fatica con le braccia e chi più fatica a fidarsi dei piedi. Il tempo scorre, antenne dritte per attrezzare nuove linee man mano che gli altri le liberano, e Gianluca che stringe un patto di non belligeranza coi teutonici che possono usare le nostre corde, così ne stendiamo altre. 

Nicola esce dalla giornata con un rigo di sangue da sopracciglio a labbra passando per la guancia, una caviglia dolorante: domani sarà la volta di un occhio grigio (non nero, grigio). Nessuno fermo, tutti che salgono e scendono come..criceti anche loro, si attrezza una linea più dura per spiegare altre progressioni. Una grotta di ghiaccio meditativa, uno spuntino veloce, e i giochi continuano, sempre più sciolti e divertenti. 

Gianluca, Fiorella e Simone vanno in avanscoperta per vedere cosa poter fare domani. Con le picche di Riccardo e i ramponi di Cristian provo la salita dura, da secondo, e salvo i rumori cupi che fanno intuire quanta aria ci sia tra roccia e ghiaccio, salgo quasi liscio. Poi viene il momento di disattrezzare le varie fantasie di manovra fatte in alto, almeno Roberto si smazza le corde di sinistra, io quelle di destra. 

Alle 16 i giochi, per oggi, si chiudono: anche il cielo si è chiuso e inizia una debole nevicata. Birra, formaggi, brindisi, al caldo della Jausenstation Säge. Ma la cena è alle 19 nel nostro Garni! Lì ci saremo tutti, ma chi è salito oggi alloggia a Campo Tures, perciò meglio darsi una mossa. Rientrati al garnì, Simone e Gianluca mi pulsano a suon di "ma dai, ma quando ti ricapita, vai a correre che nevica!". 

Mi convincono, non che ci volesse molto, come anche ieri sera i polmoni si riempiono di aria pulita (più pulita) e sto davvero bene. Rientro biancuccio in stanza con Nicola che mi aspetta per la sauna: i polpacci stan da Dio cambiando da freddo a caldo di continuo! 

Memori della cena di ieri sera, ci rimpinziamo di buffet, per poi scoprire invece che tortellini e stinco saranno abbondanti! Quando poi i tuoi "amici" ti riempiono il piatto di tripla porzione di crauti e doppio stinco, beh la panza esce piena. Ma le mascelle fan più male per le risate che per le masticate! 

Domenica! Nuovo giorno di stage, diretti verso Jahrzahlwand per mostrare ai corsisti cosa sia una cascata in ambiente e attrezzare due o tre soste per fare della moulinette. Ma nella sera e notte ha butta 15 cm di neve fresca, il cielo è sereno come da copione e non c'è freddo. AL parcheggio un'auto ci precede, e dopo di noi un'altra arriva prima dei corsisti. 

Ci incamminiamo per essere svelti, ci saranno da fare mille abalakov. Ma sul greto del torrente ci sono già segni di valanghine, e mentre aspetto gli altri alla base della cascata, ne scende un'altra. Una cordata sta salendo, altre due sono quasi pronte, ma noi leviamo i tacchi! 

All'assalto delle Milchtrinker! Dall'auto mi fiondo di corsa con Gianluca a vedere cosa si possa fare, la sinistra è occupata, si va alla destra che è libera. E adesso chiamarlo assalto è poco. Nicola sale con una corda e un'altra legata dietro, io uguale. Cascata da pulire dalla neve, e arrivati su dobbiamo arzigogolarci su come attrezzare quattro linee con a disposizione una sola sosta. 

Tocca agli allievi divertirsi, le salite sono belle vicine tra loro e le corde si intrecciano non poco, ma tutto sotto controllo! Più che altro la parte bassa è una strettoia, visto che a sinistra ci sono invitanti candele quasi strapiombanti.. Sale anche Cristian ad attrezzare una nuova linea che va tutta a sinistra, a ravanare in alto per cercare di fare una sosta. 

Facce concentrate e piccozze che tritano il ghiaccio. Faccia di Gianluca sbigottita quando sale per vedere le quattro soste in 2m. Orecchie tese a sentire tutte le valanghe che scendono dalle montagne alle nostre spalle. 

Nicola si sposta ad attrezzare anche la Milchtrinker sinistra, ora libera, e i corsisti man mano si spostano. Con corda dall'alto provo a salire la sezione dura in basso a sinistra: mi muovo pure bene, non mi sento troppo strizzato, ma su un cambio mano il ghiaccio sotto la picca cede, e io cado per 3m (l'elasticità della corda): ormai era fatta, voglio riprovare, ma quando tiro su le picche me ne ritrovo una piegata! 

La povera picca di Riccardo.. ci resto malissimo. Non capisco come abbia fatto a cedere lei e non la longe o altro. Orecchie basse, finita la giornata arrampicatoria. Dopo poco iniziamo a disattrezzare tutto per spostarci anche noi a sinistra, Gianluca sale a smontare "il Duomo di Milano". 

La Milchtrinker sinistra non poteva essere regalo migliore per i corsisti: ghiaccio burroso bagnato, ottimo per divertirsi! Alla base della cascata le pozzanghere abbondando, ma anche le risate, e occhi che sempre più volgono allo stanco soddisfatto. Qualche altra salita e la campana di fine stage suona! 

Foto di gruppo e rientro all'auto, doverosa birra e panino prima di imboccare l'autostrada. Anche questa è andata, speriamo tutti si siano divertiti, e che un po' di sana passione malata sia attecchita negli allievi. Carpiccozza 2016, Cai Carpi.


Qui altre foto.