Figli del
meteo, figli di questa madre che non ama molto i suoi figli, o almeno non
quelli scarsi ad arrampicare sulle sue pareti. Grandi progetti di grandi
concatenamenti, distrutti dai cartelli al nostro arrivo che dichiarano divieto
d'accesso e di sosta su tutta la via dalle 14 alle 21. La giornata parte
maluccio.
Siamo io e Giorgio, e lui mi propone Italia 90 con uscita per il Diedro dei
Bolognesi, unione che avevo già salito parecchi anni fa con Nicola e che ricordo dura. Vabbeh, di maglie
rapide ne abbiamo. Svelti verso l'attacco della Pincelli, disturbati da questa
notizia della riapertura dell'eremo che ci frega mezza giornata.
Parte il mio
amico, ben visibile un pezzo bagnato proprio sul duro. Primi metri tranquilli,
poi..eh, poi diventano lamette! Con calma e pazienza e qualche barbatrucco,
supera le difficoltà e arriva in sosta. Tocca a me, che Dio me la mandi buona..
Plachetta iniziale croccante, e sul bagnato..tocca stare più a sinistra. Si
sente che le dita e gli avambracci sono fuori allenamento, già belli duri e
sodi!
Arrivo in
sosta, pronto a ripartire e determinato a concatenare i prossimi due tiri per
cavarci il dente il prima possibile. Che poi ricordo tutta una bella placconata
a saponette, pancette, cengette, movimenti di equilibrio, spalmati. E mi
ricordo benissimo!
Alla cengia
sopra la sosta saltata, ecco lo strapiombetto: seguo la variante Iori, che
dovrebbe essere la più facile (e invece la più facile era tutta a destra). Mo'
vacca che passo boulderoso: prova di qua, prova di la, mani buone non ne
trovo..ma c'è l'alberello! Sol che mi alzo un po', mano lì e tac, il tronchetto
della felicità! Come dirà Giorgio "quell'alberello va innaffiato e
concimato!", benedetto lui.
Dai ragazzo,
portami fuori ora. Qualcuno sale sulla Pincelli classica, ma la verità è che in
questa giornata di divieti la Pietra sarà piuttosto vuota. Occasione rara, ma
di cui stupidamente non approfittiamo. Ricordo un diedro ostico, più che altro
ricordo che a Nicola crollò un piede..cosa mica bella, e infatti ho fatto sosta
più a sinistra, tiè.
Bon, tocca a
me, con questo vento forte che raffredda e non mi fa sentire nulla. Ma li
dentro sarò al riparo.. A noi che ci piace "stare a gambe aperte" ci
piace anche "infilarci nella fessura": battute che vanno sempre a
parare lì, siamo fuori e ci guardiamo in faccia: "e mo che famo?".
Ecco, ora realizziamo che potevamo lasciare la macchina giù al bivio, salire a
piedi, e avere il tempo che volevamo. Vabbeh.
Scendiamo
verso la Oppio: "ma te ce li hai i firends per il primo tiro?"
"Sì, in macchina" "vabbeh, facciamo senza, parto io".
Speriamo non ci sia nessuno alla base, se no i tempi si allungano e temo non ce
la facciamo.. Scorrendo sotto la parete appena salita, ci troviamo Ivan con
MarcoBo e Dario con la Francesca alla prima sosta di Itali90: un saluto e si
sguscia verso la nostra che..è libera.
Svelti
svelti, vado io "Oh ma aspetta che ti metto in sicura!" "Ma
tanto finchè non metto giù il primo rinvio, non serve", dov'è il primo
resinato? Ah già, a 10m.. Contento della salita veloce che sto compiendo, mi
sento in forma: più in forma del solito, ma son comunque uno scarso.. Qualche
incertezza verso la fine, e poi quella scomodissima sosta nel camino.
Giorgio vai,
e ovviamente concatena i prossimi due così facciamo prima (e così facciamo
anche 3 tiri a testa e nessuno litiga!). Ma, come.. Io che questo tiro l'ho
sempre salita in placca violenta, te me lo sali in diedro camino?! E in effetti
è ben più facile.. Più facile, non facile e basta! Con questa roccia che suona
vuota..
L'abbracciatona
alla quercia è d'obbligo, santo albero che sei lì. Il resto del tiro è pure più
pulito del solito, in genere è il wc di tanti uccelli.. Ma la via è un po'
vegetata, e se non è il guano sono le spine a dare fastidio, a punzecchiare noi
poveretti..
Riparto, una
bella partenza che credo faccio ogni volta in modo diverso: e oggi la faccio
nel peggiore dei modi, finendo incastrato e faticando a uscirne..uff, fatto.
Bel tiro esposto nel vuoto, in piena parete: sembra quasi di essere in
montagna, senza schiamazzi, senza casino al parcheggio e senza casino sulla
sommità. Vorrei il machete ma non ce l'ho (da mettere nell'nda), stavolta mi
ricordo di uscire a destra verso la sosta, e non a sx verso l'albero.
Una fame
della madonna, il Mars, e..ah niente, andom a ca': io fino alle 21 non ci resto
e la multa non la voglio. Noi che ci facciamo lo scrupolo di rispettare le
regole, i cartelli, per poi scoprire che i vigili faranno altro. Vabbeh, amen.
Un saluto a Ivan e MarcoBo, Nicola con Tommaso al tavolo del rifugio (il posto
più classico dove trovare Nicola), e rientro.
Alberi
benedetti, non ci foste voi la vita sarebbe meno ossigenata, e a volte
l'arrampicata meno..possibile!
Qui altre
foto.
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