Tutto come
c'era da aspettarsi! Le previsioni meteo non lasciavano scampo: se si vuole
fare qualcosa in montagna oggi, si può solo fare un trekking, ed essendo consci
che si finirà nella bufera. E così è stato, anche se più di quello che avrei
pensato.
Racconti, avventure o semplici considerazioni di un malato di montagna, ma con la sofferenza di starsene nel bel mezzo della pianura padana.
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domenica 10 dicembre 2017
Verglassati sul Baldo
domenica 13 marzo 2016
Una giornata risollevata: un assaggio di Baldograt
Ci sono
quelle giornate da cui ti aspetti tanto, ma che poi invece partono male, quasi
malissimo, e che si risollevano raggiungendo quasi le aspettative sperate.
Ecco, questa è una di quelle.
Di nuovo in
cima, coi tre ragazzi che si stupiscono del mio arrivo. Loro scendono sciando,
io trotterellando, fino a incontrare due ragazzi con appresso un border collie.
Viaggiano in senso opposto a me, mi chiedono come sia il proseguo e gli dico
solo che il cane si troverà un po' a disagio, "ma non è nostro, ci segue
da giù". Cerco allora di attirare la sua attenzione in modo che scenda con
me, e ci riesco. Cercherò di farmelo amico con qualcosa da mangiare e da bere,
ma è molto timido, e accarezzarlo sarà un impresa!
La giornata
dovrebbe finire degnamente con una birra, ma non oggi che mi aspetta una cena
impegnativa. Ho fatto pure presto nonostante tutto il tragitto (ma accidenti il
gps c'è bloccato su Cima Sascaga!), e sono rimasto davvero appagato dagli
ambienti e divertito sulle difficoltà, con qualche passaggio non banale ma
nemmeno complicato.
Insomma, una
giornata ben risollevata! Grande Baldograt!
Qui altre
foto.
Qui report.
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Ubicazione:
Via Prada Alta, 37010 Prada VR, Italia
martedì 1 marzo 2016
Appiattire la mente: Baldo by night
Ci sono quei
periodi, quelle giornate in cui ti senti scoppiare, oppresso dai troppi impegni
(che non hai ma che dovresti mettere a calendario), trenta cose da gestire (non
tue magari, ma che devi gestire lo stesso). Corpo stanco ma mente di più, e la
mente si ricarica quando il corpo lavora. E la mente disse al corpo "zitto
schiavo, lavora che io riposo!"
Complice il
non far torto a nessuno tranne che al mio sonno e alla mia auto che invecchia,
l'idea si realizza, la medicina si avvicina, dopo lavoro dritto in A22
direzione nord. La classica salita da Prada a Costabella, al buio, da solo, ma
con meteo buono e..neve chissà. Niente sci, timoroso della quota neve e di
trovarla marmorea in alto. Tutto previsto.
In cammino
dal parcheggio, un po' di fretta, con un cagnolino che inizia a seguirmi e che
verrà insieme a me fino in cima, sbucando di qua e di là facendomi prendere un
colpo ogni volta. Salita diretta sotto gli impianti, zero neve tanto fango,
brutta annata. Sbucato fuori dal bosco, il bianco inizia, una debole brezza mi
fa tirare su la zip, salire svelti che si fa tardi.
La neve è
già dura, non da ramponi certo, ma almeno nemmeno da ciaspole, che non calzerò
nemmeno dopo quando un po' da affondare ci sarà. Il panorama che si apre alle
mie spalle, la "civiltà" sotto di me, luminosa, caotica, stressante.
Qui solo il bianco vige, una visibilità limitata dalla frontale (luna non
pervenuta), una testa china per far avanzare le gambe senza far loro vedere
dove sta la meta.
La mente si
disinfetta dalla frenesia quotidiana, non che salga lentamente e mi fermi ad
apprezzare il posto, ma qui l'unico pensiero è salire. Una sorta di
meditazione. salgo dritto, linea di massima pendenza, tante tracce, ma quando
non vanno dove voglio, ne faccio di nuove. Sbuco al RIfugio Fiori del baldo,
luce accesa ma non per me. Il vento ha lavorato, ma anche il loro tosaneve, e
ci sono muri di 1-2m.
Salgo verso
la cresta, presto al Chierego, neve dura e qualche zolla affiorante. I classici
piccoli passi sulla cresta sono piallati dalla neve, il cane avanza e io con
lui, ma dietro. La salita verso la pace, ed ecco la cima, col suo indicatore di
vette lontane semisepolto dalla neve: ma allora ce ne è! Peccato solo da 1400
in su.
Mi vesto,
contemplo, qualche foto, il tentativo di una dove dovrei disegnare forme con l
frontale, e poi..che freddo a star fermi! Meglio scendere! Addio pace,
"civiltà" sto tornando.Ogni volta che appoggio lo zaino, il cane
viene a vedere se ho qualcosa da mangiare. Soccia che fame, vorrei anche io
avere qualcosa nello zaino oltre ad acqua e giacche!
Scendendo
sfondo una trappola di neve creata dal vento, gamba tutta giù e mano congelata
che poggia in malo modo, un dolore che temo essermela rotta, ma porcavacca! Non
scendo più correndo ora, ma camminando finchè non arrivo al rifugio. E poi giù,
sconsolato di tornare alla realtà, ma almeno ci torno un po' più leggero.
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37010 Prada VR, Italia
domenica 7 febbraio 2016
Baldo Snow Storm
Che ci
sarebbe stata tempesta lo sapevo bene. Anzi, ne ero quasi contento, così avrei
fatto la mia salita in condizioni pessime, ma su un terreno che conosco bene e
che grazie ai cavi della funivia non permette di perdersi. E allora, andiamo a
sgranchirci le gambe.
A 1000m
doveva esser già neve, perfetto, io parto da 1100: invece piove. Delusione e
rassegnazione, l'ombrello si apre e si inizia a salire: piove anche bene,
ruscelletti sparsi e terreno scivoloso. Ancor più scivoloso quando un po' di
neve e ghiaccio si trovano, ma fino a 1300/1400, una vera nevicata non si vede.
Impronte mi
hanno segnalato che qualche altro matto ha avuto la mia idea, ma quando la neve
a terra si fa spessa, non vedo più tracce. Il vento soffia già, la visiera mi
ripara mentre procedo a capo chino pestando finalmente del bianco.
Salita
classica, la diretta verso il Fiori del Baldo, ma devio un po' rispetto al
solito in modo da tenermi ben sotto la funivia. La salita è molto più lenta del
solito, mediamente di neve per terra ce ne sarà una spanna, e il vento contro
di certo non aiutano. Ma il vero vento sarà in cresta.
Eccomi al
primo rifugio, ed ecco che sento quale sia la vera potenza del vento che arriva
da est: che poi ancora non sento bene. Salgo per la cresta verso il Chierego,
anche qui la staccionata di filo spinato aiuta. Ma i proiettili che arrivano in
faccia fanno davvero male, nonostante il cappuccio della giacca faccia da
scudo.
Al Chierego
metto la maschera, che purtroppo durerà poche decine di minuti: poi si appanna
e non vedo quel poco che riuscivo a vedere! Stringi i denti e batti traccia, ne
troppo a dx ne troppo a sx. Si fatica a
stare in piedi, sembra di essere in Appennino, finalmente vedo (quando ormai
sono a 20m da essa) la costruzione in cima a Costabella.
Mi ci infilo
dentro a ripararmi dal vento, due foto e via andare giu! Le mie tracce sono gia
difficili da trovare, e adesso il vento mi chiude ancora di più gli occhi. Ma
le due ore abbondanti per salire, diventano una sola per scendere.
Finita la
cresta, la discesa diventa ben più "comoda" col vento alle spalle e
una nevicata che pare orizzontale. Solo che il terreno sotto la neve, visto che
non c'è fondo, è scivoloso, occorre stare attenti, quando poi si trova un
sasso, addio.
Riprendo
l'ombrello abbandonato in salita, ma nessuna voglia di aprirlo, anche perchè la
combinazione pioggia e neve è micidiale per terra, occorre avere le mani libere
per i bastoncini, e anche così, una bella culata non me la evito.
Bagnato come
un pulcino arrivo all'auto, bagnato e lavato dai pensieri.
Qui altre foto.
Qui video.
sabato 10 gennaio 2015
Un semplice spettacolo: alba sul Baldo
Io sono anche avvezzo a queste
“escursioni”, ma trovare ben quattro che mi seguano mi ha
stupito. Io l'avevo buttata li senza troppe aspettative, anzi, e poi
mi ritrovo macchina piena: Alessandro, Anna, Cristian e Stefania.
Verso est le nuvole si tingono di rosa,
poi di rosso, arancione brillante, è tutto un'infiammarsi,
un'esplosione. Il sole fa capolino, ma sparisce a mo di sfera
riflessa in mezzo alle nuvole. Nuvole che han dato poesia, ma che
laggiù erano troppe ahimè..
Combinando anche il pranzo con parenti
dovrei starci giusto giusto, ormai sono troppo “responsabilizzato”
dalla presenza degli altri quattro merenderos, anzi colazioneros.
Quindi si parte, con altra levataccia ma non per andare a fare cascate, no, per un semplice Baldo ma con un gran spettacolo.
Ci si incammina a lume di frontale su
ancora meno neve che
l'ultimo dell'anno. Si sale con calma per far prendere fiato ai meno
allenati, e per fortuna il vento è meno di quello che temessi.
Usicti dal bosco spengo la frontale, la luna illumina abbastanza.
Ci defiliamo dal Fiori del Baldo per
puntare al Chierego, e una volta sulla cresta si nota che laggiù
qualcosa si colora.. Stefania e Cristian prendono il via verso Cima
Costabella, le frontali di Anna e Alessandro con lo sfondo delle luci
della pianura (più in la solo nebbia) ci raggiungono.
Alle 7 siamo al ripario nella
costruzione sulla cima, il vento è meno di quello che pensassi ma ce
ne è, vestiamoci bene che ci sarà da prenderne! Ma intanto, the e
torta, si fa colazione. E che fame.. Ora godiamoci lo spettacolo,
lento ma veloce, pieno ma semplice, raccontarlo non si può, bisogna
esserci.
A nord ovest le cime dell'Adamello
Brenta restano al buio più di altre, si tingono di rosa le nuvole
rade sopra di loro, poi le cime più alte di Care Alto e Presanella.
Verso est le nuvole si tingono di rosa,
poi di rosso, arancione brillante, è tutto un'infiammarsi,
un'esplosione. Il sole fa capolino, ma sparisce a mo di sfera
riflessa in mezzo alle nuvole. Nuvole che han dato poesia, ma che
laggiù erano troppe ahimè..
Lo show è finito. L'alba è un "semplice" spettacolo della natura, che da buona madre ci regala ogni giorno. Basta solo esser li, a gustarselo.
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